Riesco solo ad ascoltare, ad ascoltare e a gridare.
Ma ascoltare fa male, gridare ancora di più.
Non posso più, non voglio più.
Come si fa a piangere per un nonnulla? Per uan parola, per uno sguardo...
Per una schiena.
Come cazzo si fa!?
Come si fa a crederci ancora, che sia vera?
Vorrei passare oltre, oltre i limiti delle mie fragilità, ma la lingua mi si infiamma dentro la bocca...e diventa blu. Blu come la mia testa, blu come la mia anima.
Questo blu quasi non lo sentivo più, mi illudevo di essere riuscita a coprirlo...
Ma è ritornato.
Il giallo e il rosa si sono scrostati, come intonaco che non regge più, ed il blu mi sporca ancora.
Mi sporca ancora la faccia.
...E penso che dovrei tiraci un bel po' di bianco sù.
Sono come quando mi tuffo nel mare, ad occhi un poco aperti,
e il sale entra agli angoli dei miei occhi.
Come quando scopri che una fotografia è solo una fotografia.
Che quel momento, quel ricordo che dovrebbe portare ormai si è allontanato...
Tanto da diventare sfuocato.
Ancora una volta.
Quando pensi di sapere come stanno le cose,
quando pensi di sapere quello che prova l'altro.
Quando pensi che vada tutto bene...
Quando pensi che possiate, di nuovo,
camminare mano nella mano.
Quando ti convinci che, in fondo, siete simili...
A volte, uguali.
Quando ti senti parte dell'altro.
Come quando senti di essere una sorella,
che siete vicini...come fratelli.
"Mica mi capiscono,
se descrivo i missili...
Cristo Gesù non serve più.
la botta è blu, dottori blu. Mi fai paura.
E il cielo è blu, lo dici tu.
Nessuno è blu, nessuno più. Non c'è la cura.
La notte, sì, è nera quì.
...E gira il mondo ed io non so
se sono un uomo oppure no.
Mi chiamo Sergio e, come te,
vivo."
Quando pensi di avere capito,
di essere all'arrivo...
Di esserci vicino.
Quando pensi: "noi ci conosciamo bene"...
Quella è l' illusione più grave.
E, forse, penserà che ce l'ha fatta.
Che mi ha convinta a lasciar perdere...
Ma, allora, di me non ha capito che
Si può essere così egoisti, violenti e meschini?
Si può essere così cattivi?
Così cattivi, da generare una catastrofe. Una catastrofe senza precedenti.
Sì può arrivare a tanto?
A distruggere il nostro Mondo?
Sbagliamo quando pensiamo che domande come questa sono più grandi di noi, a cui non possiamo rispondere. La verità è che non vogliamo rispodere.
Perchè la verità fa male, la realtà è scomoda. Ci secca ammettere che la causa della nostra fine, della fine della nostra Terra, può essere ricondotta solo a noi.
La colpa è solo nostra.
Facciamo un terribile, imperdonabile errore quando affermiamo non possiamo farci niente, le sorti della guerra non sono nostre, noi non possiamo cambiare la situazione (mondiale), non possiamo aggiustare le cose, non dipende da noi ... Saranno frasi come questa a uccidire l'umanità. La causa scataenante, la chiave di Volta della fine.
La fine della nostra vita su questo pianeta azzurro.
Saranno questi folli, distruttivi pensieri, convinzioni abominevoli, a portare l'umanità all'estinzione.
Lo voglio ribadire.
L' innalza Lmento dei mari arriverà, prima o poi, e non sono tanto convinta che qualcuno di noi sarà risparmiato... Non ce lo meritiamo.
Ma, se così fosse, vorrei ben sperare che quei superstiti si daranno da fare.
Se fossi io una di quei pochi fortunati, lo farei. Non dico così tanto per dire.
Perchè se non riuscirò ad impdire la Grande Catastrofe, almeno voglio essere una delle mani che costruirà la Grande Speranza.
" Joel: Adesso devo andare! Cercherò un passaggio in macchina.
Clementine: allora, vattene.
- Me ne andai. Pensavo che, forse, eri matta. Ma era eccitante... -
C: Avrei voluto che fossi rimasto.
J: e io avrei voluto averlo fatto.Ora, vorrei che fossi rimasto.
Avrei voluto fare molte cose. Vorrei essere rimasto...davvero.
C: io tornai subito di sotto, ma non c'eri!
J: Ero uscito, ero andato via!
C: perchè!?
J: non lo so, ero come un bambino spaventato.
Era una cosa più grande di me...non lo so.
C: avevi paura?
J: Sì... Pensavo l'avessi capito...
Tornai di corsa al falò, cercai di sfuggire alla mia umiliazione.
C: Ma fu per qualcosa che avevo detto?
J: Si...avevi detto allora vattene con tale disprezzo che...
C: Oh... Scusa. J: Non fa niente...
C: Joely! E se tu rimanessi stavolta?
J: Se ne sono andati via tutti.. non c'è più nessun ricordo. C: Ma almeno torna indietro e inventati un addio!
Facciamo finta che ci sia stato...
C: Addio Joel... Joel: Ti amo... Clem: Ci vediamo... A Montauk."
"...non è nemmeno nella mia mente,
non l'avrei riconosciuta se l'avessi vista.
Lei è così lontana.
Non posso nemmeno essere sicuro
se lei è stata sempre con me,
o se sono stato con lei."
Non riesco a fare a meno di campi di grano, distese di margherite, veriegati al cioccolato. Alla fragranza di caffè, al sapore del latte freddo la mattina...
Odio svegliarmi con i capelli schiacciati da una notte insonne, le zanzare e quando dormo poco. La calca, la folla mi mettono paura...
Le giornate di pioggia mi disturbano. Le serate davanti ad una film ed i camini accessi mi rasserenano.
" Le mie parole son capriole, palle di neve al sole..."
(Bersani & Pacifico)
"Può ancora vedermi ballare..."...tra quei fiocchi."
Vedo gli alberi camminare e la luce del sole che si può mangiare...
Le posate che si sposano e i dischi che si rifiutano di farsi ascoltare dalle orecchie sbagliate!
Ascolto volentieri da chi mi sa spiegare quello che poi uso per comunicare...
E se voglio che si avveri il sogno che ho fatto da bambino, devo starmi vicino...fin troppo.
Per imparare le cose, non le devo disprezzare.
Potrei finire male... O troppo normale.